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La Commissione europea ha presentato la nuova strategia per rafforzare e integrare le infrastrutture di ricerca e tecnologia, strumenti fondamentali per sostenere l’innovazione e la competitività europea.
Le infrastrutture di ricerca includono centri e servizi che consentono a ricercatori e imprese di sperimentare nuove idee, mentre le infrastrutture tecnologiche mirano a testare e portare sul mercato prototipi e soluzioni innovative. Entrambe sono considerate cruciali per la transizione verde e digitale, ma i costi elevati e i limiti dei bilanci nazionali rendono necessaria una strategia di investimento condivisa.
Secondo studi della Banca europea per gli investimenti, serviranno tra i 13 e i 16 miliardi di euro solo per costruire e aggiornare le infrastrutture tecnologiche, mentre fabbisogni analoghi sono previsti per quelle di ricerca. Alcuni grandi progetti, come il Future Circular Collider del CERN o il Telescopio Solare Europeo, richiederanno risorse significative oltre il 2030.
La strategia prevede diverse misure: una Carta di accesso per armonizzare le condizioni d’uso, uno sportello unico per ricercatori e imprese, l’estensione dell’accesso remoto grazie all’intelligenza artificiale, oltre a programmi per attrarre talenti e rafforzare la formazione manageriale. Sul piano internazionale, è prevista la collaborazione con regioni come America Latina, Africa e Asia sud-orientale, e il sostegno all’integrazione dei Paesi candidati, a partire dall’Ucraina.
Il documento insiste anche sull’importanza di garantire un finanziamento lungo l’intero ciclo di vita delle infrastrutture, dalla progettazione alla dismissione, per evitare frammentazioni e competizione interna tra centri di ricerca e tecnologici. Un approccio olistico, secondo Bruxelles, è indispensabile per stimolare sinergie e massimizzare l’impatto di lungo periodo.











